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venerdì 17 novembre 2017

Riunione Periodica MDD il 22-11-2017


Riunione Periodica MDD il 22-11-2017 
INVITO RIVOLTO a tutti : 
Disoccupati, Cassintegrati,41 per Tutti, Opzione Donna,
 Esodati, Precoci, Giovani, Precari. 
TENIAMOCI in CONTATTO 
Divulgate il Gruppo ai Vostri Amici: 
dalle ore 15.00 presso c.so Porta Vittoria 43 
Camera del Lavoro di Milano
 secondo piano Sala Fiom.
ODG :
 1) Codice Comportamentale dei Membri MDD
 2) Valutazione del Comma 2 dello Statuto
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Se sei disoccupato o se conosci dei disoccupati contattaci. 

Scrivici : 
  movdirdisoccupati(@)libero.it 



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domenica 5 novembre 2017

Riunione Periodica MDD il 07-11-2017



Riunione Periodica MDD il 07-11-2017
INVITO RIVOLTO
a tutti :
Disoccupati, Cassintegrati,41 per Tutti,
Opzione Donna, Esodati, Precoci,
Giovani, Precari,
TENIAMOCI in CONTATTO
Divulgate il Gruppo ai Vostri Amici:
dalle ore 15.00
presso c.so Porta Vittoria 43
Camera del Lavoro di Milano
secondo piano Sala Fiom.

Ordine del giorno:
1 ) Codice Comportamentale MDD
2 ) Presentazione Domande ad Avvocato e Commercialista 
per Associazione
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Se sei disoccupato o se conosci dei disoccupati contattaci. 
Ci riuniamo periodicamente in Camera del Lavoro Milano 
- Corso di Porta Vittoria 43 - Sala Fiom 2° piano. 
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  movdirdisoccupati(@)libero.it 



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giovedì 26 ottobre 2017

Disoccupato fa Guadagnare le Agenzie Private



L'Europa accusa la Lombardia
 il Disoccupato fa Guadagnare le Agenzie Private

Soldi pubblici usati per arricchire le agenzie private del lavoro? Il rischio c’è, anche nella “virtuosa” Lombardia. Il sistema regionale di Dote unica lavoro, Dul, considerato fiore all’occhiello delle politiche attive in Italia, con quasi mille enti accreditati e decine di migliaia di collocamenti, è finito nel mirino delle istituzioni di vigilanza europee. Il pericolo è che le commesse per l’assunzione dei lavoratori, affidate dalle aziende alle agenzie private accreditate con la Regione, vengano “riciclate” come politiche attive per il reinserimento dei disoccupati. In modo da incassare il premio previsto per ogni contratto sottoscritto.

I finanziamenti utilizzati per far funzionare la macchina della Dul sono quelli del Fondo sociale europeo (Fse): 142 milioni di euro in sei anni fino al 2020. E ora i valutatori incaricati dalla Commissione Ue suonano il campanello d’allarme. Un faro acceso a livello nazionale, in realtà. Perché in una situazione in cui ogni regione fa a modo suo, senza una regia unica, il pericolo che si creino distorsioni c’è.

In un decreto emesso in piena estate dal Pirellone, e passato un po’ sotto traccia, emerge quello che tanti esperti in questi anni avevano denunciato: la Dote unica lavoro rischia di favorire il “gaming”. Ossia, si legge nel documento, «eventuali comportamenti distorsivi che potrebbero verificarsi a seguito di accordi tra gli operatori accreditati e le relative aziende clienti». E a metterlo nero su bianco sono per la prima volta le istituzioni europee preposte alla verifica del sistema. Nel decreto è scritto infatti che questi fenomeni «possono determinare il mancato rispetto dei principi della normativa comunitaria», così come viene fuori da una raccomandazione (relativa ad Audit sul Por Fse Lombardia 2007-2013).

In un decreto emesso in piena estate dal Pirellone, e passato un po’ sotto traccia, emerge che la Dote unica lavoro rischia di favorire il “gaming”. Ossia, «eventuali comportamenti distorsivi che potrebbero verificarsi a seguito di accordi tra gli operatori accreditati e le relative aziende clienti»
Potrebbe accadere, ad esempio, che un supermercato chieda all’agenzia privata di assumere un certo lavoratore. Una pratica normale. L’agenzia prende in carico il lavoratore, ma prima di instaurare il contratto lo iscrive alla Dote unica lavoro in modo da farlo risultare come disoccupato ricollocato per accaparrarsi il premio. Non solo: se il contratto scade dopo un anno, ma l’azienda ha necessità di rinnovare la risorsa per la stessa mansione, il gioco si ripete. Basta far iscrivere il candidato ai centri per l’impiego e quindi attestare che si tratti di un disoccupato. E il premio per l’agenzia privata diventa doppio. Questo, moltiplicato per migliaia di contratti, equivale a milioni di euro di premi di soldi pubblici che andrebbero nelle casse delle agenzie private. Con il rischio che queste risorse vengano usate per trovare lavoro a chi non ha bisogno di politiche attive, 
mentre i disoccupati restano a guardare.

Tant’è che la Regione nello stesso decreto ha inserito un paletto in più: non viene riconosciuto il risultato di “inserimento e avvio al lavoro” nel caso in cui il destinatario della dote sia stato occupato nella stessa azienda nei sei mesi precedenti. E la regola si applica a tutte le aziende del gruppo a cui appartiene l’agenzia privata.

«Dal punto di vista dell’utilizzo delle risorse, la situazione in Lombardia sembra abbastanza controllata. Non mi pare che ci siano situazioni distorsive diffuse», commenta Antonio Verona, responsabile del Dipartimento mercato del lavoro della Cgil Milano. «L’allarme delle istituzioni europee vale a livello nazionale. Il problema della Dote unica lombarda, però, resta il fatto che le strutture private accreditate non svolgono un servizio pubblico, ma mirano a ottenere profitto, e quindi tendono a scartare i lavoratori scarsamente appetibili sul mercato. Cosa che le strutture pubbliche non possono fare».

Molti lavoratori, magari poco scolarizzati o in avanti con l’età, si sentono spesso rispondere dalle agenzie private accreditate “Non ho tempo”, “Non ho più doti a disposizione”, “Ripassa tra tre mesi”. Potendo fare una scrematura, scelgono solo i lavoratori più appetibili sul mercato, incassando così più soldi dai premi occupazionali
Il 90% del premio in denaro della Dote unica lavoro arriva a risultato ottenuto, e non per la presa in carico (qui i budget suddivisi per operatore). Ecco perché molti lavoratori, magari poco scolarizzati o in avanti con l’età, si sentono spesso rispondere dalle agenzie private accreditate “Non ho tempo”, “Non ho più doti a disposizione”, “Ripassa tra tre mesi”. «Questo è il vero elemento distorsivo», dice Verona. «Sono agenzie private, ma hanno avuto l’accreditamento a svolgere una funzione pubblica. Eppure potendo fare una scrematura, scelgono solo i lavoratori più appetibili sul mercato, incassando così più soldi dai premi occupazionali». Mentre le agenzie pubbliche come le Afol e i centri per l’impiego, che non possono “rimbalzare” nessun lavoratore, collezionano tante prese in carico ma scarse collocazioni. E restano con pochi spiccioli in mano.

«Il problema è che non esiste una regia come accade ad esempio in Trentino, dove si passa prima dal Centro per l’impiego, che decide a quali servizi pubblici o privati indirizzare il lavoratore», spiega Verona. «In Lombardia il lavoratore sceglie la struttura a cui rivolgersi per vicinanza o perché glielo ha consigliato qualcuno, senza alcuna competenza specifica. Non c’è un operatore terzo che possa guidarli». E così le figure professionali più spendibili sul mercato hanno più probabilità di essere ricollocate, facendo guadagnare le agenzie private. I disoccupati più svantaggiati restano invece disoccupati ai margini del mercato del lavoro. 
Con buona pace delle risorse pubbliche messe a disposizione.


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Ci riuniamo periodicamente in Camera del Lavoro Milano 
- Corso di Porta Vittoria 43 - Sala Fiom 2° piano. 
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Pensioni Precoci e Ape Sociale


Pensioni precoci e anticipate: domanda respinta, che fare? 
 Ultime novità pensioni precoci e Ape sociale, boom di domande respinte, 
cosa fare ed entro quanto per presentare la nuova documentazione.

Le ultimissime novità sulle #Pensioni precoci e anticipate ruotano intorno all'ormai certo fiasco derivante dal numero di domande respinte per quanti hanno presentato prima istanza per uscire anticipatamente con #Quota 41 e ape sociale. I dati, anche se non sono ancora stati resi pubblici in modo ufficiale, sono ormai noti da più fonti: a parlarne è stata Gabriella Di Michele, direttore generale INPS. Che in audizione in commissione Lavoro alla Camera dei Deputati ha purtroppo reso noto l'andamento allarmante dei responsi negativi, ora sono in molti a chiedersi, visto che le risorse restano in abbondanza, cosa fare ed entro quanto per provare a riottenere il diritto negato in prima istanza, qualche info aggiuntiva.


Pensioni 2017, per precoci e ape sociale boom di rigetti e fondi avanzati
Anche i sindacati avevano lanciato l'allarme nei giorni scorsi, dicendo che all'incirca il 70% delle domande presentate non erano state accolte, facendo venire meno la strada verso la flessibilità in uscita tanto sponsorizzata come risultato importante ottenuto nella precedente Ldb 2017. Poi Gabriella di Michele ha confermato che su 66mila domande, ne sono state respinte circa 44mila 306. Un numero enorme, nello specifico la peggio l'hanno avuta i precoci. Infatti per l'Ape sociale sono state presentate 25.895 mila domande e ne sono state accolte circa 16.600, totale rigetti 64.9%, mentre per i precoci, le domande presentate all'Inps per accedere alla quota 41 sono state 26.251, mentre quelle rigettate 18.411, dunque il 'no diritto' è arrivato ad oltre il 70,10% dei richiedenti la pensione anticipata.

Sebbene l'Inps abbia nei giorni scorsi riesaminato su richiesta del Ministero del Lavoro talune domande , specie quelle per i lavoratori disoccupati e gli occupati nei mestieri gravosi e chi ha versato i contributi all'estero, riammettendone altri 3000, va da sé che i fondi stanziati per l'anno 2017 sono abbondantemente avanzati.

Pensioni anticipate, quota 41 e Ape sociale: entro quando fare nuova domanda?
Per raccogliere tutta la documentazione e presentare una nuova istanza vi è tempo fino al 30 novembre 2017 , il richiedente deve presentare domanda di riconoscimento delle condizioni di acceso al beneficio all'Inps per via telematica, ottenuto l'ok dall'ente di previdenza potrà poi presentare la domanda definitiva di accesso all'Ape sociale o alla quota 41 precoci. Affinché non insorgano nuovi problemi nel riconoscimento dei requisiti è necessario che il dichiarante alleghi tutta la documentazione. L’erogazione dell’indennità avrà seguito dal mese successivo la presentazione della domanda, e la legge prevede altresì la retroattività dal 1 maggio 2017.

In conclusione essendo ormai chiaro che chi ha presentato domanda ed ha ricevuto come risposta 'si diritto se rientra tra gli ammessi' certamente potrà usufruire della pensione anticipata, perché non vi sono problemi di fondi mancanti, tali informazioni aggiuntive restano valide per quel 70% dei richiedenti che si è visto rigettare la domanda e che farebbe bene a ripresentarla, se ha maturato i requisiti, entro il 30 novembre prossimo. 

ECCO LA TABELLA  DI MDD 
CHE ABBIAMO PRESENTATO AI SINDACATI
E DA PORTARE AL GOVERNO
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domenica 22 ottobre 2017

Riunione Periodica MDD il 25-10-2017



Riunione Periodica MDD il 25-10-2017
INVITO RIVOLTO
a tutti :
Disoccupati, Cassintegrati,41 per Tutti,
Opzione Donna, Esodati, Precoci,
Giovani, Precari,
TENIAMOCI in CONTATTO
Divulgate il Gruppo ai Vostri Amici:
dalle ore 15.00
presso c.so Porta Vittoria 43
Camera del Lavoro di Milano
secondo piano Sala Fiom.

Ordine del giorno:
1) Incontro con Legale e Commercialista
2) Statuto Associazione
3) Rapporti con con Altri Gruppi
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sabato 7 ottobre 2017

Riunione Periodica MDD il 11-10-2017



Riunione Periodica MDD il 11-10-2017
INVITO RIVOLTO
a tutti :
Disoccupati, Cassintegrati,41 per Tutti,
Opzione Donna, Esodati, Precoci,
Giovani, Precari,
TENIAMOCI in CONTATTO
Divulgate il Gruppo ai Vostri Amici:
dalle ore 15.00
presso c.so Porta Vittoria 43
Camera del Lavoro di Milano
secondo piano Sala Fiom.

Ordine del giorno:
1) Programmazione azioni ed eventi stagione 2017-2018
2) Statuto Associazione
3) Rapporti con con Altri Gruppi
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- Corso di Porta Vittoria 43 - Sala Fiom 2° piano. 
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sabato 16 settembre 2017

Riunione Periodica MDD il 20-09-2017



Riunione Periodica MDD il 20-09-2017
INVITO RIVOLTO
a tutti :
Disoccupati, Cassintegrati,
Opzione Donna, Esodati, Precoci,
Giovani, Precari,
TENIAMOCI in CONTATTO
Divulgate il Gruppo ai Vostri Amici:
dalle ore 15.00
presso c.so Porta Vittoria 43
Camera del Lavoro di Milano
secondo piano Sala Fiom.

Ordine del giorno:
1) Programmazione azioni ed eventi stagione 2017-2018
2) Statuto Associazione
3) Rapporti con le istituzioni
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Se sei disoccupato o se conosci dei disoccupati contattaci. 
Ci riuniamo periodicamente in Camera del Lavoro Milano 
- Corso di Porta Vittoria 43 - Sala Fiom 2° piano. 
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mercoledì 30 agosto 2017

Reddito di Inclusione 2018



Reddito di inclusione requisiti 2018 
Rei cos'è e come funziona? 
A chi spetta, importo e limiti reddito Isee ISR come fare a richiederlo e modulo domanda



Reddito di inclusione 2018, è il nuovo sussidio universale nazionale contro la povertà delle famiglie che risiedono in Italia e che presto entrerà in vigore al posto del SIA, sostegno inclusione attiva.
Il REI, approvato dal Senato con il Ddl povertà 2017, ossia, il disegno di legge recanti norme per il contrasto alla povertà e per il riordino dei servizi sociali in  realtà ciò che è stato approvata è la delega sul reddito di inclusione attiva di 485 euro al mese per le famiglie che conferisce al Governo, una delega per l’adozione, entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della legge (quindi entro settembre 2017, di uno o più decreti legislativi).
Il nuovo reddito di inclusione non sarà però un regalo o un contributo economico una tantum, ma un aiuto al reddito vincolato e condizionato ad un accordo tra il cittadino ed gli enti locali, basato sull’impegno a seguire un percorso mirato e personalizzato che parta dal mandare i figli a scuola fino ad arrivare ad accettare  lavori o seguire corsi per un’eventuale formazione professionale.
In data 14 aprile 2017, firmato dal Premier Paolo Gentiloni e l'Alleanza contro la povertà, lo storico Memorandum reddito di inclusione sociale.
In data 29 agosto 2017, Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che introduce il reddito di inclusione (Rei) dal 1° gennaio 2018 si potrà presentare la domanda.
Vediamo quindi cos’è e come funziona il REI, Reddito di inclusione 2018 requisiti per ottenerlo e quant’è l’importo del bonus che spetta alle famiglie povere che varia in funzione del n° dei componenti del nucleo familiare e che può arrivare fino a 485 euro al mese.

Reddito di inclusione: cos’è?
Che cos'è il Reddito di inclusione 2018? Il reddito di inclusione, REI è il nuovo sussidio universale conto la povertà delle famiglie, a cui il Governo sta lavorando affinché la nuova misura venga introdotta ed applicata entro i prossimi mesi, con il Ddl povertà 2017, appena approvato al Senato ed ora in via definitiva dal Consiglio dei Ministri.
Il nuovo piano nazionale contro la povertà si caratterizza, quindi è una misura universale, un reddito di inclusione che non sarà però riservato solo ad alcune categorie di persone 
ma a tutti i cittadini poveri.
Inoltre, il reddito inclusione o assegno di povertà, non è una tantum ma un intervento strutturale, ossia, presente e richiedile per sempre in Italia, o almeno fino a quando ci saranno abbastanza risorse economiche per mantenerlo.
Con la nuova legge delega, il Governo, ha dovuto quindi:
introdurre la nuova misura nazionale di contrasto della povertà, per garantire a tutti i cittadini un tenore di vita dignitoso e favorire l'inclusione sociale attraverso il cd. RIA, reddito di inclusione sociale per quanti, in possesso dei requisiti di reddito ISEE ed altri, presenteranno la domanda per ottenere un bonus da 500 euro al mese.
Riordinare e razionalizzare le prestazioni di natura assistenziale contro la povertà, fatta eccezione delle prestazioni rivolte ai cittadini non più in età da lavoro, famiglie con fgli o con disabili ed invalidi;
Rafforzare l coordinamento dei servizi sociali.

Reddito di inclusione 2018: regole
In data 14 aprile 2017, il premier Paolo Gentiloni, ha firmato insieme all’Alleanza contro le povertà un memorandum reddito inclusione sociale, Reis contente le linee guida e:
Requisiti per determinare l’accesso al nuovo assegno universale per le famiglie povere;
I criteri per fissare l’importo spettante con il REIS;
I meccanismi per ridurre al minimo le possibilità che il contributi del reddito di inclusione sociale si trasformi in un disincentivo economico alla ricerca di una nuova occupazione;
L'attivazione di finanziamenti strutturali per i servizi alla persona e dei servizi;
L'individuazione di una struttura nazionale permanente che aiuti le amministrazioni territoriali competenti, la definizione delle attività di monitoraggio continuo della misura e la definizione di forme di gestione associata della stessa. 
E poi ancora:
Raggiunta anche una nuova intesa tra Stato ed Alleanza, per quanto riguarda il reddito Isee, infatti, al fine di non renderlo l’unico requisito per accedere al Reddito Inclusione sociale (Reis), la nuova misura terrà conto anche del reddito disponibile, in modo tale da consentire l’accesso anche da parte di quelle persone che pur possedendo la casa di abitazione versa comunque in uno stato di povertà. La soglia ISEE per accedere al Reis, quindi passa dagli attuali 3.000 euro previsti dal SIA, 
a 6.000 euro di reddito ISEE.
Riguardo l’importo del reddito di inclusione sociale, sarà calcolato sulla differenza tra il reddito disponibile e la soglia di riferimento ISR, ossia, la componente reddituale dell'Isee che tiene conto della scala di equivalenza. In base a ciò, il contributo economico REIS, dovrà coprire il 70% della differenza così calcolata che comunque non potrà essere inferiore all’importo dell’assegno sociale che per il 2017 è pari a 448,07. Dal suddetto importo, vanno inoltre sottratte le somme percepite dalle altre misure assistenziali percepite dal nucleo familiare,
 ad eccezione dell’assegno di accompagnamento. 
Al fine di evitare che reddito di inclusione si trasformi in un disincentivo alla ricerca di un'occupazione stabile, il Ministero del Lavoro, è a lavoro per mettere in atto meccanismi per i quali il Reis, possa essere erogato anche nel caso in cui vi sia un aumento del reddito al di sopra della soglia di accesso al beneficio. 
Riguardo invece ai servizi per l'inclusione, il memorandum, prevede che Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali s'impegni ad introdurre nel Fondo alla lotta alla povertà dei finanziamenti strutturali per i servizi relativi al Reis in forma di quota vincolata da destinare ai territori, per garantire adeguate risorse umane ed economiche. 
Entro la fine dell'anno, il Ministero del Lavoro, 
illustrerà il piano di monitoraggio per verificare l'applicazione del Reis in Italia.

Reddito di inclusione 2018: come funziona il REI?
Come funziona il Reddito di inclusione? Il REI è un contributo economico che spetta ai cittadini che vivono in povertà. Tale sussidio universale, è un nuovo strumento cugino al SIA, Sostegno di inclusione attiva, avviato dal Governo l settembre scorso in via sperimentale.
Ora la sperimentazione è terminata, ed entro pochi mesi, 
il RIA prenderà il posto dell'attuale Carta SIA.
I cittadini pertanto che vivono in una situazione disagiata dal punto di vista lavorativo, economico e abitativo potranno contare ora, sul nuovo sussidio contro la povertà ma questo sostegno non sarà riconosciuto senza chiedere nulla in cambio. Il cittadino, infatti, percettore dell’assegno di povertà sarà obbligato a sottoscrivere un accordo personalizzato ed hoc con il Comune 
basato su impegni ben precisi, quali ad esempio:
Mandare i figli a scuola e mantenere una performance scolastica adeguata;
Tutelare la salute dei ragazzi e dei bambini;
Impegnarsi nella ricerca attiva di un’occupazione, per velocizzare così il reinserimento delle persone disoccupate ed inoccupate all’interno della famiglia;
Il progetto REI, pertanto vedrà da una parte i Comuni che avranno il compito di erogare il sussidio universale in associazione ad un accordo personalizzato con il cittadino, l’INPS che sarà l’ente pubblico che si occuperà di attuare il piano e mettere a disposizione l propri servizi telematici per ricevere e trasmettere ai vari organi, la domanda reddito inclusione attiva da parte dei cittadini ed infine il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che avrà il compito di vigilare e verificare l’efficacia del nuovo sussidio universale contro la povertà 
con l’effettiva integrazione sociale della famiglia.

Reddito di inclusione importo: quanto spetta di bonus e come si calcola?
Come spiegato dal ministro Poletti, subito dopo l'approvazione del Ddl povertà ala Senato, "A breve grazie alla maggiore disponibilità di risorse (1,6 miliardi per il 2017) sarà emanato un decreto che amplierà la platea di beneficiari raggiungendo oltre 400 mila nuclei familiari, per un totale di 1 milione e 770 mila persone".
Il bonus da 400 euro al mese previsto dall'attuale SIA, 
sarà elevati a circa 480 euro estendendo i requisiti di accesso.
Come si calcola l'importo che spetta con il reddito inclusione sociale? Il calcolo degli importi mensili spettanti alla famiglia beneficiaria del Reis, si effettua sulla base della differenza tra il reddito disponibile e la soglia di riferimento ISR, ossia, la componente reddituale dell'Isee che tiene conto della scala di equivalenza. In base a ciò, il contributo economico REIS, dovrà coprire il 70% della differenza così calcolata che comunque non potrà essere inferiore all’importo dell’assegno sociale che per il 2017 è pari a 448,07. Dal suddetto importo, vanno inoltre sottratte le somme percepite dalle altre misure assistenziali percepite dal nucleo familiare, 
ad eccezione dell’assegno di accompagnamento. 
Per sapere esattamente quanto spetta con il REI, occorre attendere il il decreto attuativo che fisserà gli importi del reddito di inclusione.
L'importo reddito di inclusione andrà da 190 euro fino a 485 euro in caso di famiglie numerose per una durata massima di 18 mesi.
Per conoscere le modalità di calcolo reddito di inclusione, 
ti rimandiamo al nostro articolo di approfondimento.

A chi spetta il Reddito di inclusione 2018? Requisiti domanda carta REI:
Dal momento che il nuovo sussidio universale per i poveri, non è ancora giunto ad essere un intervento ufficiale finito, per adesso possiamo solo prevedere quali potrebbero essere, gli eventuali requisiti e condizioni per presentare la domanda ed avere diritto all'assegno di povertà 2018 ed ottenere quindi la carta REI 2018, 
una sorta di reddito di cittadinanza per le famiglie che vivono in povertà.
Tra i requisiti reddito di inclusione e i criteri preferenziali per ottenere il bonus, si deve attendere l'emanazione del decreto.
I requisiti reddito di inclusione:
presenza di figli minori,
nuclei familiari monogenitoriali per esempio madre single,
presenza di disabili in famiglia,
presenza di disoccupati
Basso ISEE. Con il passaggio dal SIA al REI la soglia di reddito ISEE è aumentata a 6.000 euro.



 In pratica, reddito di inclusione requisiti 2018:
Reddito di inclusione requisiti 2018  
Requisiti ISEE e ISR

Soglia Isee fino a 6.000 euro: se poi nell'arco dell'anno, dovesse cambiare la situazione lavorativa o reddituale della famiglia, si dovrà presentare un Isee corrente e un Isr più semplice. Al fine poi di evitare che la carta REI reddito di inclusione, si trasformi che in un disincentivo alla ricerca del lavoro, la legge ha previsto la possibilità che il beneficio possa continuare ad essere erogato, almeno in parte e solo per alcuni altri mesi, anche in caso di nuovo lavoro o di un aumento di reddito.
soglia ISR fino a 3.000 euro, per la parte patrimoniale. L'IRS, è l'indicatore della Situazione Reddituale, calcolato sulla base della somma dei tutti i redditi meno le detrazioni, le franchigie e i redditi esenti. L'IRS, in pratica calcola l'effettiva disponibilità economica delle famiglie, 
sottraendo eventuali affitti pagati.


Requisiti patrimonio immobiliare
la soglia è sotto 20mila euro al netto dell'abitazione principale, 
ciò significa che possono accedere al beneficio anche i proprietari di prima casa 
che vivono in condizioni di povertà.

Requisiti patrimonio mobiliare fino a 10.000 euro 

A chi non spetta la carta REI?
Il reddito di inclusione non spetta quando un qualsiasi componente del nucleo familiare, fruisce:
della NASpI o di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria.
Se nei due anni precedenti la domanda hanno acquistato un'auto, moto o barche.
In attesa del decreto di attuazione del REI e dell'approvazione del modulo domanda reddito di inclusione, ricordiamo che è richiedibile la nuova social card.

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giovedì 10 agosto 2017

Reddito per Disoccupati : F-35 , TAV , Guerra in Afganistan


F-35 : Costi Raddoppiati, ma non possiamo ritirarci

I magistrati contabili sul programma del super-caccia: già 5 anni di ritardo,
ma la quantità di fondi impegnati ci obbliga a proseguire nel progetto

Il programma per gli F-35 ha accumulato un ritardo "di almeno cinque anni sulla tabella di marcia originaria" con costi "quasi raddoppiati rispetto alle previsioni iniziali". Lo evidenzia la Corte dei Conti, nella relazione speciale sulla partecipazione italiana al programma Joint Strike Fighter F-35 Lightning II, osservando tuttavia che "la valutazione complessiva del progetto deve tener conto, proprio in termini squisitamente economici, della circostanza che l'esposizione fin qui realizzata in termini di risorse finanziarie (3,5 miliardi di euro fino a fine 2016 e più di 600 milioni ulteriori previsti nel 2017), strumentali ed umane è fondamentalmente legata alla continuazione del progetto".

Il volume economico stimato per i prossimi vent'anni, pur nella sua visione più ottimistica, assume dimensioni ragguardevoli (circa 14 miliardi di dollari) e non va sottovalutato l'effetto moltiplicatore sull'indotto. Gli Stati Uniti, spiega la magistratura contabile, "hanno ridotto di quasi il 50% il numero di velivoli ordinati nelle fasi iniziali. L'avvio della fase di full rate production, inizialmente previsto per il 2016, è stato progressivamente posticipato, ed è attualmente previsto a partire dal lotto di produzione 15 (2021-2022), con un ritardo di almeno 5 anni".

"I costi unitari - osserva ancora la Corte dei conti - sono praticamente raddoppiati, e solo negli ultimi anni si sono manifestati segnali di miglioramento, in termini di maggiore efficienza produttiva e della catena di approvvigionamento da parte dei sub-fornitori". "Nel 2001 il costo medio di acquisizione era stimato a 69 milioni di dollari; oggi è di 130,6 milioni - si legge nella relazione -. Si segnala tuttavia una tendenza alla riduzione (-4,67%) in raffronto alle analoghe stime del 2012, che riportavano un costo medio di acquisizione di 137 milioni di dollari. Tale riduzione viene collegata al maggiore grado di maturità, e quindi di efficienza, dei processi produttivi.

Stando alle indicazioni fornite dall'Ufficio indipendente americano 'Gao' nella conferenza internazionale di Oslo e nella relazione Gao-16-390, "alcuni rischi tecnici, pur essendosi significativamente ridotti nel corso del 2016, rimangono aperti".

La Corte dei Conti avverte anche che "l'opzione di ridimensionare la partecipazione nazionale al programma, pur non soggetta di per sé a penali contrattuali, determina potenzialmente una serie di effetti negativi" in termini economici ed occupazionali.

Nel frattempo, gli stessi Stati Uniti e alcuni dei Paesi partner sono stati indotti a ripensare la propria partecipazione al programma nel senso di una riduzione o di un rallentamento del profilo di acquisizione. Per l'italia, sono intervenute due decisioni: la prima nel 2012 che ha ridotto da 131 a 90 il numero di velivoli da acquisire; la seconda nel 2016 ha impegnato il governo, per aderire alle indicazioni parlamentari, a dimezzare il budget dell'F-35, originariamente previsto in 18,3 miliardi di dollari (a condizioni economiche 2008).

La prima decisione ha avuto un costo per la base industriale: la perdita, in quota percentuale, delle opportunità di costruire i cassoni alari a Cameri, che presupponeva il mantenimento del volume di acquisti oltre il numero di 100 velivoli. La seconda ha per ora prodotto solo un rallentamento del profilo di acquisizione fino al 2021, con un risparmio temporaneo pari a 1,2 miliardi di euro nel quinquennio 2015-2019, ma senza effetti di risparmio nel lungo periodo. Il rallentamento generale subito dal programma - si legge nella relazione della Corte dei Conti - ha evitato che questa decisione, presa sul piano nazionale, assumesse un carattere traumatico".

I posti di lavoro creati da questo programma sono pochissimi ed i costi (per noi cittadini) sono raddoppiati. Chi ci ha fatto entrare in questo programma dovrebbe essere preso a calci . È sempre la stessa storia. Ci fanno entrare in progetti fallimentari (TAV,  Guerra in Afghanistan, programma F35), poi ci dicono che si sono sbagliati ma è tardi per uscire perché i costi sarebbero esagerati.

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Ci riuniamo periodicamente in Camera del Lavoro Milano 
- Corso di Porta Vittoria 43 - Sala Fiom 2° piano. 
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sabato 15 luglio 2017

Riunione Periodica MDD il 18-07-2017



Riunione Periodica MDD il 18-07-2017
INVITO RIVOLTO
a tutti :
Disoccupati, Cassintegrati,
Opzione Donna, Esodati, Precoci,
Giovani, Precari,
TENIAMOCI in CONTATTO
Divulgate il Gruppo ai Vostri Amici:
dalle ore 15.00
presso c.so Porta Vittoria 43
Camera del Lavoro di Milano
secondo piano Sala Fiom.

Ordine del giorno:
1) Preparazione per Eventi di Ottobre.
2) Statuto Associazione .
3) Codice Comportamentale MDD.


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mercoledì 28 giugno 2017

Candida Si Dà Fuoco per la NASPI



Candida ora lotta per la vita perché si é data fuoco in una sede dell'INPS di Torino, 
dove si era recata per avere alcuni mesi arretrati, che non le erano stati corrisposti, della NASPI, l'indennità di disoccupazione figlia del Jobsact.

Candida a gennaio era stata licenziata da una delle sedi della B. B. U., la catena di grigliata di pollo e 
birra che si sta affermando con successo e profitti nel centro Nord . Lavorava da dieci anni lì a fare le 
pulizie, ma un bel giorno la direzione del locale ha trovato modo di risparmiare sui costi e guadagnare di più, appaltando il servizio di pulitura all'esterno. 
Addio Lavoro per Candida.

Una volta questo licenziamento non sarebbe andato via tanto liscio, ma dopo il Jobsact e la legge 
Fornero, del lavoro si può fare ciò che si vuole. Inoltre i vecchi ammortizzatori sociali, cassa integrazione e mobilità, sono stati aboliti per chi perde il lavoro e sostituiti dalla NASPI, una indennità di disoccupazione più magra e anche più complicata da ottenere. Del resto il governo ha tagliato di alcuni miliardi la spesa per gli ammortizzatori sociali e qualcuno deve pur pagare in qualche modo. Lo fanno i disoccupati, cui tocca di faticare pratiche infinite anche solo per ottenere ciò che una volta era automaticamente assegnato.

Candida era andata all'Inps perchè le mancavano alcuni mesi di NASPI, cioè i pochi soldi indispensabili per vivere. Tra rabbia e disperazione si era portata da casa due bottiglie di alcol, che si è rovesciato addosso e che poi ha acceso, gridando : Mi hanno licenziata! Questo per lei era sufficiente per giustificare il suo gesto terribile ed estremo. Perché licenziare oggi è mettere in discussione la vita. Una donna di 46 anni licenziata non troverà più un lavoro, lo sanno tutti. Chi oggi perde il lavoro è condannato alla miseria, lo sanno tutti.
Criminale è licenziare solo per fare un poco più di profitto e ancora più criminale è adattare la legge a favore del più forte, togliere diritti e tutele a chi lavora e dare potere di vita e di morte a chi ha già il 
potere dell'impresa e del mercato. E criminale è esaltare flessibilità e sfruttamento del lavoro nel nome della maggiore competitività. E una società criminale è quella ove si regalano miliardi pubblici per salvare le banche, e milioni per salvare un programma tv. Mentre chi perde il lavoro fa fatica a ricevere meno di mille euro al mese.
Il licenziamento è un crimine al quale la società si è assuefatta, e per questo la vita civile precipita 
moralmente sempre più in basso.
Il fratello di Candida ha denunciato un mondo del lavoro senza regole e solidarietà, vero, ma a questo si è giunti perché l'ingiustizia sociale più feroce è diventata la normalità della vita quotidiana. E perché la criminalità sociale nel nome del profitto e del mercato viene legalizzata e persino esaltata dal potere e da chi il potere serve.
Auguro a Candida di farcela e, a tutti coloro che direttamente o indirettamente le hanno procurato 
dolore, auguro di non potersi mai più liberare dall'ossessionante odore di alcol e carne bruciata.

di Giorgio Cremaschi


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NON CI SONO SOLDI , MA PER LE BANCHE LI TROVANO 

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Non ci sono soldi per il Reddito di Cittadinanza ma li hanno trovati per salvare le banche


Non ci sono soldi per il Reddito di Cittadinanza ma li hanno trovati per salvare le banche
L'attacco di Alessandro Di Battista sul salvataggio di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza: "Sono servi del capitalismo"
"Sono i servi del capitalismo finanziario, gli schiavi di quella 'bancocrazia' che ha sostituito la democrazia!". È il duro attacco che Alessandro Di Battista affida al proprio profilo Facebook dopo il via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge per il salvataggio
 di Veneto Banca e Popolare Vicenza.
Per il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni quella del cdm è stata una misura "necessaria": "A favore di correntisti e risparmiatori" e "delle economie del territorio" per evitare "un fallimento disordinato". Non è convinto il deputato pentastellato che rimarca: "Trovano miliardi su miliardi (quattrini nostri) per salvare quelle banche che loro stessi hanno spolpato".


Alessandro Di Battista

Ricordatevi i loro nomi. Ricordate i loro volti. Sono quelli che per 4 anni hanno detto che non ci sono soldi per dare un reddito di cittadinanza a chi vive sotto la soglia di povertà. Sono quelli che hanno detto che non ci sono soldi per aumentare le pensioni minime. Sono quelli che hanno detto che non ci sono soldi per abbassare le tasse alle imprese. Oggi sono quelli che trovano miliardi su miliardi (quattrini nostri) per salvare quelle banche che loro stessi hanno spolpato. Sono i servi del capitalismo finanziario, gli schiavi di quella “bancocrazia” che ha sostituito la democrazia!

Il M5s aveva già criticato, insieme a Forza Italia , la proposta avanzata da Intesa Sanpaolo ad acquistare al prezzo simbolico di 1 euro Pop Vicenza e Veneto Banca, ma a patto che siano ripulite dagli asset deteriorati e rischiosi per evitare impatti su Cet1 e dividendi.

L'esponente grillina della Commissione Finanze della Camera, Carla Ruocco, aveva definito il piano di Intesa, una soluzione imposta a un governo "incapace" : "Permette a quello che è l'istituto più solido del Paese di espandere ulteriormente la propria posizione di influenza e dominio sul Nord, senza però sopportare nessun costo. I costi - altissimi - saranno ovviamente sopportati dal governo e quindi in ultima analisi dal contribuente. Il governo è costretto ad accettare facendo buon viso a cattivo gioco per evitare in extrema ratio il bail-in delle 2 banche"


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SI DA' FUOCO PER LA DISOCCUPAZIONE

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sabato 24 giugno 2017

Riunione Periodica MDD il 26-06-2017



Riunione Periodica MDD il 26-06-2017
INVITO RIVOLTO
a tutti :
Disoccupati, Cassintegrati,
Opzione Donna, Esodati, Precoci,
Giovani, Precari,
TENIAMOCI in CONTATTO
Divulgate il Gruppo ai Vostri Amici:
dalle ore 15.00
presso c.so Porta Vittoria 43
Camera del Lavoro di Milano
secondo piano Sala Fiom.
Se la Sala fosse Occupata ci Troviamo al Bar della Sede.
Ordine del giorno:
1) Guardiamo e Scegliamo VIDEO Canzone MDD.
2) Statuto Associazione ,
3) Codice Comportamentale MDD. 

Guarda il Video/Intervento del 18-06-2017


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giovedì 22 giugno 2017

Intervento di MDD Domenica 18


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Intervento di MDD : 
piccola presentazione del Movimento per i Diritti dei Disoccupati 
e Citazione di Nostre Proposte da Portare alle Istituzioni .
Domenica 18 u.s. si è tenuta a Milano, presso l'ARCI Grossoni, la giornata dedicata al "REFERENDUM COSTITUZIONALE UN PUNTO DI PARTENZA" dove sono emerse diverse interessantissime analisi. Nel corso del dibattito sono state chiarite le posizioni incostituzionali della proposta degli attuali politici sul sistema di votazione tedesco e le ragioni (anche storiche) per cui in Italia non è praticabile...

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sabato 17 giugno 2017

APe Sociale e Lavoratori Precoci


Pensioni, In Gazzetta i decreti su APe Sociale e Lavoratori Precoci

I due provvedimenti entrano formalmente in vigore oggi 17 Giugno. I lavoratori che maturano i requisiti entro il 2017 avranno tempo sino al 15 luglio 2017 
per produrre istanza di accesso ai benefici.
Gli anticipi pensionistici contenuti nella legge di bilancio per il 2017 in favore degli ultra 63enni e dei lavoratori precoci in condizione di difficoltà entrano ufficialmente in vigore. Sono stati infatti pubblicati ieri in Gazzetta (G.U. 138 del 16 Giugno 2017) i due provvedimenti, già anticipati nei giorni scorsi da pensionioggi.it, che regolano l'APe sociale e il pensionamento con 41 anni di contributi con un ritardo di oltre tre mesi rispetto alle date previste. I due decreti sono ufficialmente in vigore da oggi 17 Giugno e per produrre le istanze (telematiche) di accesso occorre attendere le due circolari dell'Inps che sono praticamente già pronte.
Come già anticipato gli interessati dovranno effettuare una doppia domanda: prima dovranno produrre l'istanza di verifica delle condizioni di accesso (entro il 15 luglio 2017) per dimostrare di trovarsi in uno dei profili di tutela individuati dalla legge (cioè trovarsi in stato di disoccupazione a seguito di licenziamento; assistere da almeno sei mesi un familiare convivente con handicap grave; invalidità civile almeno al 74%; svolgere un’attività gravosa o usurante). L’Inps a quel punto verificherà se ci sono le condizioni oggettive per la concessione degli strumenti (APE o quota 41) inclusa la disponibilità dei fondi e comunicherà al lavoratore (entro il 15 ottobre) la prima decorrenza della prestazione (se i fondi saranno insufficienti il lavoratore avrà garanzia di accesso anche se vedrà posticipata la decorrenza della prestazione) o il rifiuto della stessa per mancanza dei requisiti. L'interessato, al momento del compimento dei requisiti, dovrà produrre, inoltre, la domanda di pensionamento (con 41 anni di contributi o con l'ape sociale) in modo da accedere alla pensione dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Ove la prima decorrenza utile sia anteriore a quella di presentazione della domanda al lavoratore sarà riconosciuta garanzia della retroattività del trattamento dal primo giorno del mese successivo a quello di perfezionamento dei requisiti (che tuttavia non potrà essere antecedente al 1° maggio 2017) a condizione, però, che presenti la domanda entro il 30 novembre 2017.  

La maturazione dei requisiti
Si rammenta che i requisiti oggettivi per il conseguimento delle prestazioni devono sussistere al momento dell'istanza di verifica delle condizioni (in particolare lo stato di disoccupazione per licenziamento, invalidità non inferiore al 74%, assistenza al disabile, svolgimento di mansioni gravose o usuranti); tuttavia i requisiti contributivi e anagrafici possono essere maturati successivamente, entro l’anno di riferimento. Si tratta dei 63 anni (per l'ape sociale), del minimo contributivo (30 o 36 anni, 41 anni per i precoci), ma anche dei tre mesi dal termine del sussidio di disoccupazione (per i disoccupati), della condizione di aver svolto per almeno 6 anni negli ultimi 7 un’attività gravosa (lavori gravosi). Tali requisiti possono maturare entro il dicembre dell'anno in cui si presenta l'istanza di accesso
 (ed il lavoratore potrà autocertificare il perfezionamento di tali requisiti).

Ad esempio un disoccupato in possesso dei 63 anni e 30 anni di contributi che termina i tre mesi dalla scadenza della disoccupazione il 10 ottobre 2017 dovrà, comunque, presentare l'istanza entro il 15 luglio. Alla maturazione dei suddetti requisiti presenterà, invece, domanda di accesso all'APe ottenendo pertanto la prestazione a partire dal 1° novembre 2017. Il termine del 15 Luglio non è perentorio: i DPCM stabiliscono, infatti, che gli interessati possono produrre l'istanza entro il 30 novembre di ogni anno ma in tal caso la domanda sarà accettata solo a fronte di risorse residue. Dunque chi ha già i requisiti è meglio che non attenda oltre.


Ecco Qui la TABELLA della Proposta di MDD
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