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domenica 18 dicembre 2016

21-12-2016 Riunione Periodica MDD


Riunione Periodica MDD 
Mercoledì 21-12-2016
presso c.so Porta Vittoria 43
Camera del Lavoro di Milano
secondo piano Sala Fiom.
SARA' una Occasione per
Scambiarci gli Auguri e Mangiare
 il Panettone o Pandoro
INSIEME.

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Se sei disoccupato o se conosci dei disoccupati contattaci. 
Ci riuniamo periodicamente in Camera del Lavoro Milano 
- Corso di Porta Vittoria 43 - Sala Fiom 2° piano. 
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lunedì 12 dicembre 2016

PETIZIONE : SUSSIDIO ai DISOCCUPATI ed INOCCUPATI



PETIZIONE POPOLARE DI SENSIBILIZZAZIONE.
Al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella
Noi sottoscritti cittadine e cittadini Italiani premesso che:
Senza lavoro si limita di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini,
impedendo il pieno sviluppo della persona umana.
Chiediamo:
Tre (3) proposte lavorative di Stato, in base alle capacità fisiche del disoccupato.
Un sussidio mensile di Stato, che proporzionalmente diminuisca del 33%,
in base alle risposte negative del disoccupato alle proposte lavorative offerte.
Sussidio che decada definitivamente alla terza risposta negativa, del disoccupato, 
alle proposte offerte dallo Stato.

FIRMA PETIZIONE


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lunedì 5 dicembre 2016

Bando per Disoccupati e Cassaintegrati



Riapre il bando per la ricollocazione e riqualificazione professionale per disoccupati e cassaintegrati.

Tajani: ”Un'opportunità per migliorare le proprie competenze e porsi in sintonia con le nuove richieste del mercato del lavoro”.

Milano, 2 dicembre 2016 – Dal Comune nuove opportunità di riqualificazione professionale. E’ stato riaperto oggi dall’Assessorato alle Politiche per il lavoro e Attività produttive il bando per accedere ai percorsi finalizzati al reinserimento lavorativo di esodati, cassaintegrati e inoccupati. 
Lo scorso mese di agosto l’Amministrazione ha stanziato 1,2 milioni di euro per consentire a 347 persone di seguire un percorso di riqualificazione professionale e porsi in sintonia con le nuove richieste del mercato del lavoro. Ad oggi sono già 189 i soggetti che hanno colto questa opportunità. 
“Dopo la prima tranche di iscrizioni, abbiamo riaperto i termini di partecipazione al bando per consentire ad altri di cogliere questa occasione per aggiornare e migliorare le proprie competenze, contando su un vero e proprio sistema di attività capace di favorire l’effettivo incontro tra domanda e offerta di lavoro”, lo dichiara l’assessore alle Politiche per il Lavoro, 
Attività produttive Cristina Tajani. 
Il bando si rivolge a cassaintegrati, esodati oppure disoccupati che abbiano perso il posto di lavoro per licenziamento o cessazione individuale entro il 3 ottobre 2016, con età superiore ai 45 anni e residenti a Milano e non destinatari di interventi similari. 
I lavoratori saranno accompagnati dal personale di Afol Metropolitana (psicologi, formatori, orientatori ed esperti del mercato del lavoro) lungo percorsi orientativi e formativi che favoriranno la riqualificazione delle esperienze lavorative maturate dai singoli, adeguando competenze pregresse e favorendo il matching con le nuove richieste del mercato del lavoro. Là dove necessario si potrà contare anche su un corso di formazione per l’aggiornamento delle proprie capacità.

Per partecipare al bando gli interessati devono per prima cosa effettuare la propria prenotazione a partire dalle ore 8 del 12 dicembre alle ore 20 del 16 dicembre collegandosi al sito www.comune.milano.it e accedendo al servizio “prenotazione on line“ dal Banner
 “ESODATI CASSAINTEGRATI 
o connettendosi a http://numeroplo.comune.milano.it da qualsiasi dispositivo mobile.
Successivamente dalle ore 8 del 19 dicembre alle ore 12 del 23 dicembre sarà possibile compilare e inoltrare la domanda di partecipazione direttamente dal Portale del Comune di Milano  entrando  nell’area Servizi Online. 
Per tutte le informazioni è possibile scrivere direttamente 
a PLO.esocassaintegrati@comune.milano.it

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sabato 26 novembre 2016

Regione Lombardia: Incarichi Illeciti ad Agenzia e Portale Lavoro


Regione Lombardia, “896 incarichi illeciti da Agenzia e portale per la ricerca di lavoro. 
Esborsi illegittimi per 13 milioni”

L'accusa della procura della Corte dei conti sulla gestione del'Agenzia per la formazione e sul portale "Fil borsa lavoro Lombardia", finanziate anche con fondi comunitari per 20 milioni. "Ricorso spropositato ad affidamenti di incarichi professionali e di consulenze esterne". Citazione per quattro persone, danno erariale stimato in mezzo miliardo.

E’ il portale della Regione Lombardia per agevolare la ricerca di un lavoro, e in effetti ha concorso all’erogazione di “896 collaborazioni esterne illecite, in favore di 515 prestatori”, per un “esborso contra-legem in misura pari ad euro 12.978.672“, conteggiati dal 2005 al 2010. E’ l’accusa della procura presso la Corte dei conti della Lombardia, che in base agli accertamenti svolti dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Milano, ha appena chiuso un primo filone di un’indagine sulla gestione dell’Agenzia Regionale per l’Istruzione, la Formazione e il Lavoro“.

L’agenzia è un ente della Regione “che ha ottenuto – spiega la stessa Procura – l’assegnazione di fondi comunitari, tra cui circa 20 milioni di euro per la progettazione e costruzione di un portale in grado di garantire offerta di lavoro ai cittadini”. Nel mirino dell’inchiesta coordinata dal Procuratore regionale Salvatore Pilato e diretta dai pm Barbara Pezzilli e Alessandro Napoli, anche il portale “Fil Borsa Lavoro Lombardia“.

Nei giorni scorsi, la Procura contabile ha emesso un primo atto di citazione nei confronti di quattro presunti responsabili, in relazione “a 117 consulenze assegnate nell’anno 2005, per un esborso complessivo di euro 1.206.265,08, contestando un danno erariale pari a 556.160,41 euro“, si legge in una nota della Procura contabile. Ulteriori indagini sui “pregiudizi patiti dall’Erario in relazione a tale vicenda” sono ancora in corso.

Gli accertamenti svolti finora, secondo i pm, “hanno consentito di riscontrare una scopertura finanziaria, dovuta alla mancata registrazione di impegni nella contabilità dell’Ente con conseguente generazione di fittizie disponibilità sui capitoli di spesa, poi presumibilmente utilizzate per finanziarne altre di diversa natura, che la Regione Lombardia ha dovuto ripianare con un contributo straordinario di euro 2.500.000“.

Nel corso dell’inchiesta “sono state individuate le principali cause del disavanzo: la non corretta contabilizzazione degli impegni di spesa inerenti il Portale Fil Borsa Lavoro Lombardia, il ricorso spropositato ad affidamenti di incarichi professionali e di consulenze esterne, in violazione della normativa di riferimento, impegnando parte delle relative spese su capitoli dedicati ai progetti, l’illegittima assunzione di personale dirigente a tempo determinato oltre i limiti previsti dalla normativa, la distribuzione, a tutto il personale, di premi incentivanti in assenza della verifica del raggiungimento di specifici parametri di rendimento”.

Forse Sarebbe Meglio un Assegno di Disoccupazione
Direttamente al Disoccupato
Invece di Creare dei Corsi Fantasma

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Riunione Periodica : Martedì 6-12-2016


Riunione Periodica MDD 
Martedì 6-12-2016
presso c.so Porta Vittoria 43
Camera del Lavoro di Milano
secondo piano Sala Fiom 

ODG: 

DOCUMENTI 
ASSOCIAZIONE

VARI APPUNTAMENTI CON 
AVVOCATI GIUSLAVORISTI

ED AVVOCATI DELLA CAMERA DEL LAVORO
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giovedì 17 novembre 2016

23-11-2016 Riunione Periodica MDD



23-11-2016
 dalle ore 15:00 alle ore 18:00
Riunione Periodica MDD , secondo piano Sala Fiom 
presso Camera del Lavoro di Milano
corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano


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domenica 13 novembre 2016

SIA Sostegno Disoccupati INPS


 Come richiedere la social card e avere fino a 400 euro.
 E' già possibile 
richiedere SIA, il sostegno INPS per i disoccupati e le famiglie povere: 
ecco come fare e gli importi.
SIA (Sostegno Inclusione Attiva) è la #Social Card #Inps dedicata alle famiglie in situazione di bisogno, una misura contro la povertà e i disoccupati. 

Permette di ottenere un importo mensile di 80 euro a persona, fino ad un massimo di 400 euro. Per 
poter ottenere il beneficio è necessario che i beneficiari accettino di partecipare ad un progetto di 
attivazione sociale e lavorativa per migliorare la propria situazione. 
Il progetto è gestito dal Comune o dall'Ambito territoriale. 

Vediamo i requisiti base.

Requisiti social card SIA:

Per poter presentare il modulo di richiesta di SIA, 
la social card Inps per le famiglie nel bisogno e con disoccupati,
 è necessario possedere i seguenti requisiti:

cittadinanza italiana o comunitaria
 (per gli stranieri è necessario il permesso
 di soggiorno e 2 anni di residenza in Italia);

il nucleo familiare deve includere un minorenne, una donna in stato di gravidanza 
(almeno 5 mesi) o un disabile;

non possedere autoveicoli con immatricolazione nei dodici mesi precedenti alla domanda;

non possedere autoveicoli di cilindrata superiore a 1.300 cc o moto-veicoli di cilindrata superiore a 250 cc, con immatricolazione avvenuta nei tre anni precedenti la richiesta;

ISEE 2016 che non superi i 3.000 euro;

sostegni economici che non superino i 600 euro mensili;

nessun componente del nucleo che percepisca indennità di #Disoccupazione.
Inps: gli importi di SIA e come presentare la domanda
Gli importi spettanti per la SIA corrispondono a circa 80 euro mese a persona. 
Per cui le famiglie con un solo componente percepiranno 80 euro, quelle con 2 componenti 160 e via dicendo fino a quelle con più di 4 componenti, che percepiranno 400 euro. 
È possibile presentare la domanda per SIA già dal 2 
settembre, presso il comune di appartenenza (sarà il comune ad accertare il possesso dei requisiti ed 
inoltrare la domanda all'Inps). Verrà stilata una graduatoria con punteggi, in base alle condizioni della famiglia. Il modulo è reperibile sia presso lo stesso comune, che sul sito INPS  . 
Le somme verranno 
accreditate entro 2 mesi dalla domanda ed entro i successivi 60 giorni verrà attivato il progetto 
personalizzato.

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sabato 12 novembre 2016

Voucher : Ecco le Nuove Regole


Voucher, un sms prima del lavoro altrimenti scatta la multa. Ma non ci sono gli indirizzi specifici
Ecco le nuove regole per chi usa i buoni. I datori di lavoro, tuttavia, devono mandare una mail e il messaggio a un numero riservato ai lavoratori intermittenti
I sindacati sul piede di guerra, l'incremento delle irregolarità riscontrate dagli ispettori del lavoro nelle situazioni lavorative pagate tramite voucher, e il boom che i buoni lavoro hanno avuto negli ultimi anni, hanno spinto il governo a muoversi in fretta e ad accogliere la proposta del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali di Giuliano Poletti e ad intervenire sul Jobs Act integrandolo con disposizioni che regolamentassero i lavori accessori. Da oggi entrano in vigore le nuove regole. I voucher sono diventati tracciabili e sono in arrivo sanzioni salate per quegli imprenditori che li utilizzavano in modo illecito: ora rischiano fino a 2.400 euro di multa.


LE NOVITÀ IN PILLOLE
Un imprenditore che voglia assumere un lavoratore con un voucher deve comunicarlo almeno un'ora prima dell'avvio della prestazione.
Finora doveva comunicarlo fino a 30 giorni dopo la prestazione.
 Ciò permetteva ad alcuni datori di lavoro di ricorrere ai voucher come espediente per giustificare la presenza in azienda di dipendenti in nero
Devono essere comunicati i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, 
oltre a luogo e durata della prestazione.
La comunicazione può avvenire mandando un sms oppure inviando una mail alla sede territoriale dell'Ispettorato del Lavoro. Non sono consentite comunicazione cartacee
La legge non indica in maniera specifica il numero o la casella di posta elettronica da utilizzare per l'invio. Tuttavia si possono utilizzare gli account dedicati al lavoro intermittente (sms al numero 3399942256 oppure email all'indirizzo intermittenti@pec.lavoro.gov.it)
L'obbligo di comunicazione non vale per gli enti pubblici, le attività non commerciali, le famiglie e il lavoro domestico
Un'eccezione anche per il lavoro agricolo: si devono comunicare i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore relativi all'utilizzo in un arco di tempo fino a tre giorni, ma non i dati su inizio e fine della prestazione
In caso di omessa comunicazione è prevista una sanzione tra i 400 e i 2.400 euro per ogni lavoratore
Si tratta di una rivoluzione già annunciata nei mesi scorsi e con cui ora imprenditori e lavoratori dovranno imparare a familiarizzare. Con una complicazione non da poco: non ci sono l’indirizzo mail e il numero sms specifici per le prestazioni a voucher.
ORA SI CAMBIA
Le novità principali sono due: i datori dovranno comunicare all'Inps via mail o sms almeno un'ora prima dall'inizio della prestazione, i dati del lavoratore (o il suo codice fiscale), la durata e la sede della prestazione; mentre l'altra riguarda le sanzioni cui gli imprenditori trasgressori andranno incontro e che potranno arrivare fino a 2400 euro.
I NUMERI IN TOSCANA
La rivoluzione dei voucher interessa almeno 4000 lavoratori toscani stando ai dati forniti dall'Inps e aggiornati al 2015, anno in cui sono stati venduti quasi 8 milioni di buoni lavoro, in aumento di 3,5 milioni rispetto al 2014.
CHI PUÒ RICHIEDERLI
Possono stipulare rapporti di lavoro tramite voucher sia imprenditori che enti senza fino di lucro che famiglie. Si tratta quindi di: casalinghe, pensionati, studenti nei periodi di vacanza, cassintegrati, titolari d'indennità di disoccupazione, lavoratori a tempo parziale, lavoratori autonomi, dipendenti pubblici e privati. Nel caso di società appaltatrici di servizi è possibile ricorrere ai buoni lavoro solo per attività di stewarding, ovvero di sorveglianza durante partite di calcio.
QUANTO VALGONO
 Carrefour, colosso della grande distribuzione inizió a pagare una decina di suoi dipendenti interinali con i voucher scatenando la rabbia dei sindacati e, ovviamente, dei dipendenti. Perché? Perché il dipendente pagato con i buoni lavoro non ha diritto a ferie, malattia, disoccupazione e a tutti gli altri indennizzi. Discorso diverso per la pensione perché i voucher valgono ai fini previdenziali. Il valore orario di ogni buono è di 10 euro, di cui: 7,50 euro netti vanno al lavoratore 
mentre 2,50 all'Inail e all'Inps.
IL DECRETO
Le novità del nuovo decreto legislativo. Il Decreto legislativo del 24 settembre 2016 numero 185 "Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo n.81/2015" è entrato in vigore sabato scorso. Il Governo intende stringere la morsa sul lavoro nero 
e cercare di mettere un freno al precariato.
Ecco, in sintesi cosa cambia per il lavoratore e il datore.
TRACCIABILITÀ
I committenti (imprenditori non agricoli o professionisti ) se richiedono i voucher per pagare prestazioni di lavoro accessorio devono, almeno un'ora prima dell'avvio della prestazione, comunicare alla sede territoriale dell'Ispettorato Nazionale del lavoro, via sms o posta elettronica, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, oltre a luogo e durata della prestazione.
La novità sta nelle tempistiche: fino a ieri il datore di lavoro era comunque tenuto a trasmettere i dati del lavorare all'istituto di previdenza sociale ma aveva tempo fino 30 giorni e non era necessario precisare l'arco temporale della prestazione accessoria pagata con i voucher. Ciò permetteva ad alcuni datori di lavoro di ricorrere ai voucher come espediente per giustificare la presenza, in azienda, di dipendenti senza un regolare contratto di lavoro.
BADANTI, COLF E BABY SITTER
L'obbligo della comunicazione all'Inps non vale per le famiglie, che, infatti, sono esentate dal trasmettere i dati della baby sitter e le ore del suo impegno in casa. 
Stesso discorso vale per badanti e colf.
TUTTO VIA SMS O MAIL
Niente più moduli cartacei, la comunicazione all'Inps può avvenire mandando un sms o mandando una mail. Per ulteriori indicazioni in merito 
a questo punto sarà necessario aspettare future disposizioni.
CAOS SUGLI INDIRIZZI
La legge non indica in maniera specifica il numero o la casella di posta elettronica da utilizzare per l’invio. Nella relazione di accompagnamento del decreto correttivo viene precisato che la comunicazione preventiva dovrà essere svolta utilizzando le forme previste per il lavoro intermittente (sms al numero 3399942256 o email all’indirizzo intermittenti@pec.lavoro.gov.it). Tuttavia finora non ci sono norme o atti amministrativi che confermano questa conclusione. Fino a quando il Ministero non darà indicazioni al riguardo, la strada più cauta sarebbe quella di inviare l’sms oppure le mail agli indirizzi esistenti per il lavoro intermittente. In questo modo sarebbe conferita “data certa” all’invio, e sarebbero rispettate in pieno le finalità antifraudolente della norma.
IL SETTORE AGRICOLO
Merita un discorso a parte. Anche gli imprenditori agricoli hanno l'obbligo della comunicazione dei dati, sede e durata del rapporto lavorativo all'Inps ma hanno a disposizione tre giorni per farlo.In questo settore è diverso anche il valore economico dei voucher : la retribuzione oraria dei dipendenti agricoli varia da provincia a provincia.
IL TETTO SALARIALE
I committenti possono ricorrere ai voucher per compensi per un massimo di 2mila euro all'anno per ciascun lavoratore ma i compensi complessivi dati dalla somma dei compensi di tutti i lavoratori a voucher non possono superate i 7mila euro netti annui.
MULTE SALATE
Infine le multe. Per tutelare i lavoratori i datori di lavoro che non comunicheranno i loro dati o che saranno trovati in regime di irregolarità rischiano una sanzione amministrativa da 400 a 2.400 euro moltiplicate per ciascun lavoratore di cui è mancata la comunicazione.

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PAGAMENTO SALARIO
200 EURO IN VAUCHER
IL RESTO IN NERO

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PAGINA MDD




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giovedì 10 novembre 2016

Assegno all' Agenzia non al Disoccupato



Al via da novembre l’assegno anti-disoccupazione 
NON PER IL DISOCCUPATO ma per l' AGENZIA

Da 1.000 fino a 5mila euro, il bonus per la ricollocazione sarà erogato dall’Anpal e sarà tanto più alto quanto più fragile è la posizione del senza lavoro, personalizzato sulla base di un ‘rating’ fissato con un algoritmo e condizionato al reale impegno a trovare un lavoro: niente assegno all’agenzia per l’impiego che non si impegna, niente Naspi al disoccupato che rifiuta un contratto congruo. «Siamo pronti per fare partire già questo mese la fase sperimentale, mettendo a disposizione un primo blocco di circa 30mila assegni da offrire su tutto il territorio nazionale per poi estenderlo a tutti i richiedenti nella prima parte del 2017», annuncia all’Adnkronos Maurizio Del Conte, presidente della neonata Agenzia per le politiche attive per il lavoro, sottolineando come si tratti della «prima vera misura di politica attiva nazionale».

Nella fase sperimentale la scelta dei disoccupati ai quali verrà offerto il bonus avviene con metodi statistici, con un sistema ovviamente randomizzato che potrebbe suscitare qualche polemica ma è garanzia di non discriminatorietà.

L’assegno, spendibile entro 12 mesi, va all’operatore 
(agenzie di impiego ecc.) 
che lo potrà incassare solo se colloca il disoccupato. 

Questi a sua volta incorre in sanzioni se rifiuta offerte di lavoro valide, dall’erosione della Naspi fino alla revoca. Il tutto con l’obiettivo di superare il concetto di sussidi passivi e favorire la ricollocazione. Una volta a regime il sistema funzionerà così: sul sito dell’Anpal (che sarà attivato a breve e prenderà il posto di ‘Cliclavoro’) il disoccupato con almeno 4 mesi di Naspi effettua online la Did, dichiarazione di immediata disponibilità, e inserisce tutte le informazioni necessarie per stilare il suo profilo, dalla scolarizzazione, alle competenze, area geografica, durata disoccupazione, tra le altre. Qui un algoritmo elabora in automatico il profilo occupazionale, il profiling appunto, un indicatore di distanza dal mercato del lavoro che si riassume con un numero da 0 a 1 che gli dà diritto all’assegno di ricollocazione. Quindi per esempio chi segna uno ‘score’ di 0,5 ha il 50% delle possibilità di trovare lavoro, chi segna 1 avrà l’assegno più alto (5mila euro), chi segna 0 quello più basso (mille) e nel mezzo tutti i decimali possibili a cui corrisponde dunque una diversa entità dell’assegno entro la forchetta 1.000-5.000. «Più alta è la distanza del disoccupato dal mercato del lavoro, più alto sarà l’assegno e quindi l’aiuto a rientrare nel mercato», commenta il giuslavorista. «Una rivoluzione culturale, un cambio di prospettiva – conclude Del Conte – una volta il futuro di chi restava senza lavoro erano gli ammortizzatori, oggi è cercare un nuovo posto di lavoro».




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domenica 6 novembre 2016

Riunione Periodica 8-11-2016



Cari Amici,
è convocata la riunione periodica di MDD
per il giorno MARTEDI’ 8 NOVEMBRE  alle ore 15.00
presso la Camera del Lavoro - Corso Porta Vittoria 43 Milano - Sala Fiom 2 piano.

Ordine del giorno:
Aggiornamenti, vari ed eventuali.
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martedì 25 ottobre 2016

Riunione Periodica MERCOLEDI’ 26 OTTOBRE 2016



Cari Amici,
è convocata la riunione periodica di MDD
per il giorno MERCOLEDI’ 26 OTTOBRE  alle ore 15.00
presso la Camera del lavoro - Corso Porta Vittoria 43 Milano - Sala Fiom 2 piano.

Ordine del giorno:
Aggiornamenti, vari ed eventuali.

Vi aspettiamo!
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sabato 15 ottobre 2016

DARIO FO




Mio padre non ha mai chinato la testa davanti alle violenze e alle aggressioni che ha subito assieme a
mia madre. Non era da lui” e, aggiunge: “Oggi ci sono una serie di giornalisti che stanno facendo
un’operazione ridicola:sostengono che lui sia stato fortunato ad essere stato censurato… ma lui è stato il primo a parlare di morti sul lavoro, il primo a parlare di mafia, quando si negava l’esistenza stessa della mafia”. Un giorno difficile per Jacopo Fo, che più tardi ha postato un tweet caustico contro l’ipocrisia delle celebrazioni postume: “Sì, adesso sono tutti a celebrare Dario.
Dopo una vita che han fatto di tutto per censurarlo e colpirlo in tutti i modi...

MONI OVADIA ricorda con commozione 
Dario Fo ci ha lasciati ed è come se fosse scesa un'eclisse sul teatro intero. Pochi teatranti come lui hanno incarnato nel loro corpo e nel loro gesto, l'idea stessa di teatro. Ha dato la parola agli ultimi con un maglione nero, i suoi gesti e ha portato alla dignità della scena, gli oppressi, i vessati, i ribelli, sbugiardando il potere, ridicolizzandolo e mostrandone la miseria con l'arte dello sghignazzo e dello sberleffo. 
Ha portato la Commedia dell'Arte ai suoi massimi vertici espressivi. Lui stesso e il suo teatro erano una sola cosa ed erano il pensiero e la pratica militante che sfidava i potenti per rivendicare uguaglianza e giustizia sociale. 
Prima di accedere al gotha della cultura, seppe affrontare le repressioni e censure che gli venivano scatenate contro senza mai deflettere dal cammino dei suoi ideali con al fianco la sua adorata compagna di vita, di teatro
 e di lotta Franca Rame e fino alla fine ha avuto questa attitudine. 
Fra le molteplici dotazioni e intuizioni di Fo, vi è stata anche la prodigiosa invenzione di una lingua più che lingua affidata al suono e al gesto, che ha rivelato lo statuto di universalità del teatro.Anche i suoi straordinari segni pittorici e grafici avevano il magico dinamismo della teatralità. Ricordo una volta, mi aveva invitato a casa sua per leggermi le bozze finali di un suo libro - se non ricordo male su Gesù - per chiedermi cosa ne pensassi. Quel giorno avevo comperato una penna da calligrafia di quelle che tracciano linee più spesse o più sottili a secondo del peso che si imprime al pennino, l'avevo comprata in un moto di ribellione alla mia incapacità di disegnare e gli dissi: "non so perché ho comprato questa penna, prendila tu". Lui la prese e mi fece su un suo libro una dedica in forma di disegno: con non più di quattro o cinque tratti e due colpi di pollice, apparve su un foglio bianco un Arlecchino in uno dei suoi tipici movimenti dinamici. Quello schizzo, mi rivelava che Dario Fo 
non solo faceva teatro, ma era teatro. 
Oggi credo che tutte le persone che lo hanno amato e che ne hanno condiviso la militanza sempre e comunque contro il potere e contro tutte le sue manifestazioni, debbano chiedere ai politici e agli uomini 
delle istituzioni di abbassare la testa con un atto di modestia.
Ma soprattutto di tacere.

LEGGI ANCHE

http://cipiri.blogspot.it/2015/01/dario-fo-renzi-e-berlusconi-prendono-in.html

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Dario e Franca hanno insegnato a tutti noi cosa vuole dire vivere liberi!

Ora Firmiamo Questa Petizione:

Intitolare a Dario Fo e Franca Rame 

la Palazzina Liberty di Milano

https://www.change.org/p/intitolare-a-dario-fo-e-franca-rame-la-palazzina-liberty-di-milano-la-palazzina-liberty-a-dario-e-franca?recruiter=50932235&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=autopublish&utm_term=mob-xs-action_alert-no_msg


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giovedì 6 ottobre 2016

12-10-2016 Riunione Periodica MDD


12-10-2016

Siete Invitati alla Riunione Periodica di MDD
presso la Camera del Lavoro di Milano
corso di Porta Vittoria 43 
ore 15.00 Sala Fiom  2° piano

ODG:
Scrematura Mail tra Occupati e Nuovi Disoccupati
Testi e Proposte per Associazione Legale

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venerdì 30 settembre 2016

MINISTERO GIUSTIZIA CONCORSO PER CANCELLIERI



Bando Ministero Giustizia: arrivano 1.000 Posti di lavoro per Cancellieri

In tutta Italia sono in arrivo assunzioni di personale amministrativo non dirigenziale nei tribunali. Gli uffici giudiziari e il Consiglio superiore della Magistratura hanno infatti denunciato la carenza di personale, aprendo così le porte dei tribunali italiani 
a 1000 aspiranti cancellieri a tempo indeterminato.  

Il Ministero della Giustizia intende realizzare un piano di assunzioni straordinario tramite concorso 
pubblico finalizzato all’assunzione di personale amministrativo non dirigenziale. 

Funzioni e requisiti
Le funzioni svolte dal personale amministrativo non dirigenziale nei tribunali sono attività di assistenza e collaborazione al giudice.

Sul fronte udienze, il cancelliere redige e sottoscrive i verbali e i registri delle cause; aggiorna e ordina i fascicoli; pianifica tutto il materiale indispensabile in aula per il corretto svolgimento dei processi e si occupa dell’autenticazione degli atti. In altri casi il cancelliere è responsabile della tenuta dei fascicoli, riceve le istanze dagli avvocati e le riordina.

I requisiti essenziali per diventare cancelliere sono la laurea in giurisprudenza, scienze sociali o 
economia e commercio. Sono richieste anche competenze informatiche (come minimo la conoscenza del pacchetto Office e di Windows). Gradita anche la conoscenza di una o più lingue straniere e una 
pregressa esperienza come archivista.

Dopo aver superato il concorso, il neo-cancelliere svolge attività lavorativa di 36 ore a settimana presso uffici privati, uffici giudiziari, Corti d’Appello, Procure o Giudici di pace e può salire di grado fino al ruolo di Dirigente di Cancelleria.

Uscita e profili richiesti
Si parla di 1000 posti vacanti, oltre ai 366 già previsti per la mobilità, che bisognerà occupare in modo necessario per contenere le gravi scoperture di organico presso gli uffici giudiziari. I profili saranno suddivisi per mansioni/dipartimenti e saranno inquadrati nei ruoli dell’amministrazione giudiziaria attraverso lo scorrimento di graduatorie di altre PA in corso di validità non anteriore a 5 anni dalla data in cui questo decreto entrerà in vigore.

Quando esce il bando per 1000 posti nei tribunali?
L’uscita del bando è vicina e nei prossimi giorni giungeranno aggiornamenti e novità. Il nuovo 
programma di assunzioni all’interno dei tribunali italiani si è reso necessario in quanto l’avvio del 
processo telematico amministrativo non ha risolto del tutto il problema della carenza di personale 
amministrativo o dell’inadeguatezza delle cancellerie ad affrontare le nuove regole.

Dato confermato dal CSM, che afferma che quasi tutti gli uffici giudiziari italiani di 1° e 2° grado soffrono di carenza di personale e ciò determina spesso la riduzione degli orari di apertura delle cancellerie e di anticipazioni del termine delle udienze penali, fino anche a sospendere le udienze in alcuni tribunali dove queste difficoltà sono avvertite maggiormente.

Il testo integrale dell’emendamento in cui si fa riferimento al nuovo bando di concorso 2016 del MdG.






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giovedì 29 settembre 2016

Quota 41 : Pacchetto Previdenziale per i Precoci



Doccia fredda per i precoci o parziale vittoria? Ecco i pro ed i contro dell'accordo
Quota 41 solo per pochi, penalizzazioni cancellate, usuranti e ricongiunzioni, ecco tutti i punti del 
pacchetto previdenziale per i precoci.

L’incontro del 28/9 tra Governo e sindacati sembra si sia concluso con un accordo. Soddisfazione da 
entrambe le parti è sembrata trapelare nelle varie dichiarazioni di ieri sera. Il tavolo di discussione come era ampiamente prevedibile si è incentrato soprattutto sull’APE e la flessibilità in uscita. Più defilati, ma lo stesso importanti e molto attesi gli interventi promessi
 su #precoci, usuranti, minime e ricongiunzioni. 
Soprattutto sui precoci, sembrano parzialmente disattese le aspettative di chi pensava di riuscire a spuntare uno sconto sui 42 anni e 10 mesi di contributi necessari per lasciare il lavoro.

Quota 41 per pochi
La questione dei lavoratori precoci è stata da mesi al centro dei dibattiti e delle discussioni tra Governo e sindacati. Sembrava che fosse proprio questo uno dei punti in cui non si trovava una linea comune sui quali i sindacati minacciavano di bloccare l’accordo. Ieri però sembra che si sia trovato un accordo anche sui precoci e sul punto ad essi dedicato dal verbale di 5 cartelle che il Governo ha presentato ai sindacati. Nel tempo si è passati da #quota 41 per tutti, al bonus contributivo per tutti i contributi versati prima dei 18 anni, fino a quota 41 per pochi. Infatti, il Governo risponderà alle esigenze dei precoci concedendo la quota 41 a chi ha 12 mesi di contributi versati, anche se non continuativamente, prima dei 19 anni, ma con determinati e pesanti paletti. Oltre che rispettare il requisito contributivo, cioè 41 anni di contributi di cui un anno versato prima del diciannovesimo anno di età, potrà lasciare il lavoro nel 2017 solo chi è in gravi difficoltà. 

L’opzione sarà consentita quindi per coloro che sono senza reddito, 
perché disoccupati, senza ammortizzatori sociali, disabili o impegnati in attività particolarmente pesanti. Dal punto di vista sociale una cosa sicuramente giustissima, 
ma dal punto di vista tecnico un po’ meno.

Non tutti i precoci sono uguali
Tutti coloro che hanno iniziato a lavorare da giovani e che dal 2012 sono stati penalizzati 
dall’abrogazione della pensione di anzianità con la sua uscita a 60 anni di età e 40 di contributi, questi sono per linea di massima i precoci. Essendo troppi, il Governo ha pensato bene nell’ottica di un 
intervento al risparmio, di tagliare la platea. Anche se non esplicitamente, viene creata una nuova 
definizione di lavoratore precoce, che è quello che ha 12 mesi di contributi prima dei 19 anni. Tra le altre cose, così facendo si concede un anno e 10 mesi di sconto agli uomini, ma solo 10 mesi alle donne che potevano uscire oggi, con 41 anni e 10 mesi di contributi. Non è ancora chiara poi la postilla sui lavoratori precoci che svolgono lavori pesanti perché per i cosiddetti lavori usuranti, il Governo ha concesso, sempre nel verbale e sempre per il 2017 un anticipo rispetto alla normativa agevolata di oggi, di 12 o 18 mesi, prevedendo anche dal 2019
 la cancellazione dell’aspettativa di vita.

Ci sono anche cose positive?
Molti avranno l’amaro in bocca, soprattutto quelli che alla luce di quanto sancito ieri sera saranno 
costretti ad arrivare quasi a 43 anni di lavoro per la pensione. Ci sono però interventi buoni per molti. 
Sempre per i precoci infatti, viene cancellata la penalizzazione di assegno che oggi è in azione per chi lascia il lavoro prima dei 62 anni. Un vero precoce, che magari ha iniziato a lavorare a 15 anni e che 
continua ancora oggi, a 58 anni, con 43 di contributi potrà lasciare il lavoro senza i 4 anni di taglio di 
assegno da cui sarebbe stato penalizzato fino ai 62 anni con le regole attuali. Un vantaggio ulteriore è 
anche la possibilità di ricongiungere gratuitamente i contributi versati in diverse casse previdenziali che fino ad oggi erano a pagamento. Naturalmente bisognerà capire come ogni cassa calcolerà il suo pro rata di pensione, ma evitare il salasso delle ricongiunzioni onerose è già tanto. #pensione anticipataPensioni precoci, novità Occhiodoro: lavoratori soddisfatti a metà, cosa manca?  

Pensioni precoci al 29/9/ 2016, intervista esclusiva ad Occhiodoro: lavoratori soddisfatti a metà, la quota 41 va concessa a tutti.

Le ultimissime novità al 29 settembre sulle pensioni precoci nel giorno post incontro tra Governo e 
sindacati emergono direttamente da Roberto Occhiodoro, 
amministratore del gruppo
E mergono sensazioni contrastanti, soddisfazione per alcuni risultati raggiunti, tra questi: la #quota 41 è finalmente entrata nell'agenda politica, si è ristabilita la giusta definizione di precoce che ricomprende chi abbia lavorato almeno 12 mesi anche non continuativi prima dei 19 anni, ma resta l'amarezza sul fatto che il Governo, per ora, abbia limitato la misura ai soli precoci 'disagiati'. Vediamo nel dettaglio le parole di Occhiodoro che sintetizzano il pensiero del gruppo e soprattutto quali saranno le prossime mosse dei lavoratori. 

Novità pensioni precoci oggi, intervista ad Occhiodoro: piccoli passi avanti, ma ancora insoddisfatti
-Ieri si è stilato il verbale condiviso tra governo e sindacati, siete soddisfatti dei risultati raggiunti?

E' ovvio che non siamo del tutto soddisfatti e lo abbiamo ribadito anche ai confederali: la nostra stella polare è 41 per tutti, come andiamo dicendo da tempo e come ribadiremo nella nostra manifestazione 
che terremo prossimamente a Roma. Però dobbiamo comunque rimarcare alcune cose che erano state 
da noi richieste e che sono entrate in questo verbale e precisamente: a) definizione di precoce: dalla 
forbice 14/18 si è passati a 14/19, b) eliminazione definitiva delle penalità per tutti coloro che escono dal mondo del lavoro con le regole della legge Fornero prima dei 62 anni c) l'abolizione anche questa 
definitiva delle ricongiunzioni onerose d) quota 41 non è più un tabù ed è entrata nell'agenda politica.

Precoci, novità al 29 settembre: Quota 41 deve essere per tutti, parla Occhiodoro
- La quota 41 per ora non sarà per tutti, ma concessa unicamente a quanti avranno lavorato almeno 12 mesi , anche non continuativi, prima dei 19 anni d'età 
e si trovino attualmente in condizioni 'disagiate'. 

Ossia ai lavoratori disoccupati, agli invalidi, a quanti svolgono mestieri gravosi. Ritenete che la vostra battaglia abbia portato, almeno in parte, a dei buoni risultati?

Certo la misura per il momento riguarda una fascia ristretta di lavoratori, ma noi non molliamo e per 
quanto sarà nelle nostre possibilità, cercheremo di portare questa quota a tutti. Tengo a precisare che 
questi punti sopra elencati facevano parte dei nostri 11 presentati sia al governo che ai Sindacati, 
dunque qualcosa, che per alcuni sarà poco, è stato raggiunto.

Ultime news pensioni precoci: quali le prossime mosse?
-Quando sarà il prossimo tavolo di confronto tra lavoratori e Nannicini e quali saranno le vostre 
prossime mosse/ richieste?

Non abbiamo ancora fissato il nuovo incontro con il Governo, lo faremo nei prossimi giorni. Ma una cosa è certa ribadiremo, in ogni dove, la nostra richiesta madre: quota 41 deve essere per tutti. Stiamo organizzando una manifestazione massiccia a Roma sotto Montecitorio allargata anche ad altre realtà 
che come noi soffrono per la legge Fornero e per alcune nuove regole che il Governo Renzi vuole 
imporre in ambito previdenziale e al massimo domani sapremo il giorno preciso. Ma non ci fermeremo a questa stiamo, infatti, studiando forme di lotta anche sui vari territori dove sono presenti i nostri Comitati. 

Insomma noi non ci fermiamo assolutamente finché in questo Paese non verranno di nuovo riaffermati i diritti sacrosanti dei lavoratori. 
#Pensioni



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lunedì 26 settembre 2016

Convocazione riunione periodica MDD per MARTEDI 27 SETTEMBRE



Cari Amici,
 è convocata la riunione periodica di MDD
 per il giorno MARTEDI’ 27 SETTEMBRE  alle ore 15.00
 presso la Camera del Lavoro 
 Corso Porta Vittoria 43 Milano - Sala Fiom 2 piano.
 ODG: Aggiornamento e piano lavori.
 Vi aspettiamo numerosi.

 Movimento per i Diritti dei Disoccupati (MDD)
E-mail: movdirdisoccupati@libero.it



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giovedì 22 settembre 2016

Si Asili e Lavoro , No Fertility Day




No Fertility Day, sì asili e lavoro






Ministra Lorenzin,

Siamo cittadine e cittadini preoccupati e indignati dall'iniziativa Fertility Day, che lei sta promuovendo per incoraggiare le nascite in Italia.

È vero che abbiamo il tasso di natalità più basso d’Europa, che aumenta l’età per avere il primo figlio e che ci sono problemi di fertilità nostro Paese. 

Ma la risposta che la sua iniziativa offre - a una questione tanto complessa e delicata - ci sembra superficiale e fuorviante, perché la affronta come se si trattasse di mancanza di informazione o peggio di volontà, Senza contare l'avere ignorato quanti non fanno figli perché non possono e quanti vivono nuove realtà famigliari, etero e omosessuali.

Riteniamo che per incoraggiare le nascite e sostenere le coppie a fare figli in realtà servano vere politiche per la famiglia, servizi adeguati come in altri Paesi europei: dalla maggiore efficienza dei trasporti all'accessibilità degli asili nido, dalla qualità della sanità pubblica alle migliore conciliazione vita-lavoro, con leggi che non discriminino le madri e non rendano il lavoro eternamente precario.

Serve un impegno serio da parte di tutte le istituzioni, da quelle nazionali ai Comuni, con risposte chiare alla domanda di famiglia che oggi gli italiani rivolgono alla politica. 

Per questi motivi, le chiediamo di ritirare l'iniziativa Fertility Day e di riconsiderare l'evento del 22 settembre.Grazie.

GUARDA IL VIDEO QUI :  https://www.facebook.com/SignorinaEffe/videos/1231892153518535/


SE SEI DACCORDO CON NOI 
FIRMA QUI : http://www.progressi.org/fertility?
utm_campaign=nofertility9&utm_medium=email&utm_source=progressi




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