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lunedì 18 luglio 2016

Riunione Periodica Mercoledì 20 Luglio



Riunione Periodica
Mercoledì 20 - Luglio  dalle ore 15:00 alle ore 19:00
Camera del Lavoro di Milano
Corso di Porta Vittoria, 43, 20122 Milano
Sala Fiom 2° Piano 
odg: Nostra Delegazione a Napoli per contatto e scambio idee tra Disoccupati in Italia


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venerdì 15 luglio 2016

OCSE, INPS E ISTAT: Riforme inefficaci e povertà in aumento



La produttività è piatta da 15 anni, i salari sono praticamente fermi, l’ineguaglianza dei redditi è in aumento e come tasso di occupazione siamo al terzo valore più basso tra i paesi sviluppati, dopo Grecia e Turchia. Inoltre, in Italia più di un giovane su quattro non lavora, né studia, né segue corsi di formazione, una categoria di disoccupati con scarsissime prospettive di lavoro, che è aumentata del 44% negli anni della crisi. Questa cruda descrizione della situazione italiana viene dall’Ocse, organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che ha presentato ieri l’analisi annuale sul mercato del lavoro.

La stagnazione salariale e la bassa produttività sono problemi che affliggono un po’ tutti i paesi sviluppati. Il fatto è che mentre alcuni stanno recuperando il terreno perso dal 2007, altri, come l’Italia, rimangono indietro. “Quasi 10 anni dopo l’inizio della crisi”, scrive l’Ocse dell’Italia, “la crescita dei salari in termini reali è debole, evidenziando il rischio di una stagnazione salariale duratura”. È la cosiddetta “trappola della bassa crescita”: i salari e l’occupazione sono bassi, le famiglie spendono meno, le imprese vendono meno e investono meno. A risentirne alla fine è anche la produttività. Perchè assumere lavoratori poco costosi e flessibili diventa spesso più conveniente che fare efficienza spendendo capitali in macchinari.

Le recenti riforme del lavoro, Jobs act in testa, non sembrano in grado di cambiare in meglio il quadro. La lieve crescita dell’occupazione è infatti legata agli incentivi degli sgravi contributivi e le nuove assunzioni a tempo indeterminato (ma interrompibili in qualunque momento, anche senza giusta causa) sono in buona parte la trasformazione di contratti a termine.

Ieri ha pubblicato il suo rapporto annuale anche l’Inps. I dati mostrano che quasi la metà dei contratti attivati con le decontribuzioni sono “stabilizzazioni di lavoratori all’interno della medesima impresa”. Inoltre, la stabilizzazione dei contratti di lavoro spesso non è accompagnata dal tempo pieno: “quattro lavoratori su 10 assunti con contratto a tempo indeterminato – segnala l’Inps – hanno impeghi part time”. Il risultato è sempre che le famiglie faticano ad arrivare a fine mese.

Che la trappola della bassa crescita sia particolarmente insidiosa in Italia e abbia costi sociali alti lo si è capito ieri anche dalle parole del presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, in un audizione al Senato, convocata in relazione al disegno di legge sul contrasto alla povertà presentato da Stefano Lepri(Pd). Alleva ha spiegato che oltre la metà delle famiglie italiane nel 2015 ha limitato le spese per il cibo e una su cinque ha provato a risparmiare anche sulle spese sanitarie. Il 63% cerca di fare economie su abbigliamento e calzature, uno dei settori di punta del made in Italy. Grandi sono le differenze tra regione e regione. La Calabria risulta essere la regione con la spesa mensile familiare più bassa, 1.729 euro, mentre Lombardia, Trentino – Alto Adige ed Emilia – Romagna sono le regioni con la spesa mensile più elevata, tutte e tre attorno ai 3mila euro.

A questa crisi finora non si è risposto in modo adeguato: “gli interventi sociali a sostegno delle Famiglie – ha spiegato Alleva – in Italia pesano per il 4,1% della spesa totale per le prestazioni sociali. Un valore tra i più bassi in Europa”. Va ricordato peraltro che l’Italia, a differenza di tutti gli altri paesi europei, eccetto la Grecia, non ha alcuna forma stabile di sostegno al reddito, il cosiddetto reddito di cittadinanza. Uno strumento che in tempi di crisi argina la caduta dei consumi.

Per gli analisti dell’ Ocse, la via d’uscita dalla trappola sono politiche strutturali, che portino a una crescita sostenibile, in grado di assicurare benefici più equamente distribuiti, incluso un più ambizioso uso delle politiche di bilancio. E anche ulteriori riforme strutturali.

Dopo anni di catechismo neoliberista, dunque, l’ufficio studi dei paesi ricchi riconosce che senza mettere in campo l’intervento pubblico, dalla stagnazione secolare non si esce.



LEGGI ANCHE , SERVE UN PARACADUTE SOCIALE


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Serve un Paracadute Sociale : Reddito di Esistenza



La crisi ha avuto un impatto devastante in Italia, dove il tasso di povertà è salito più che negli altri paesi europei. I redditi più bassi hanno subito una ulteriore decurtazione del 30 per cento. Gli effetti sui giovani e coloro che stanno tra i 55 e i 65 anni.

 Il dato record sulla povertà assoluta in Italia reso noto dall'Istat (4 milioni e 598 mila, il numero più alto dal 2005), pone il tema a livello di emergenza nazionale. Non si può dire infatti che la sorte di 4,6 milioni di nostri connazionali ci interessi meno della crescita del Pil, del debito pubblico, della crisi delle banche e della conquista delle aziende italiane da parte delle holding straniere. E' dunque un dovere affrontare la questione e per farlo è bene conoscere le specificità della povertà del nostro paese. In primo luogo, come ha spiegato durante la presentazione dell'Osservatorio nazionale sul disagio e la solidarietà 2015 il presidente dell'Inps Tito Boeri, l'impatto della crisi 2008-2011 sulla povertà in Italia è stato devastante: il nostro paese ha totalizzato un aumento del tasso di indigenza tra i più alti dei paesi europei. Il secondo punto riguarda chi ha subito maggiormente l'impatto: i più colpiti sono stati coloro che erano già poveri, cioè è piovuto sul bagnato.


I dati, forniti da Boeri, dicono che il 10 per cento più povero della nostra popolazione ha perso, dal 2008 al 2014, ben il 30 per cento del proprio reddito. Una cifra eticamente non accettabile. Infine le fasce d'età: i più colpiti sono i giovani e coloro che stanno tra i 55 e i 65 anni, coloro cioè che non sono coperti da sussidi e ammortizzatori sociali. Cioè i senza reddito. Se a questi dati si aggiunge l'identikit del povero che emerge dagli help center delle Ferrovie dello Stato (16 nelle stazioni d'Italia che danno informazioni e prima accoglienza) il quadro si fa ancora più drammatico e purtroppo anche più tragicamente dettagliato. Secondo il curatore del rapporto Onds, Alessandro Radicchi, l'homeless nostrano non è più da identificare con il tradizionale e "rassicurante" clochard: il tasso dei senza casa che si rivolge agli sportelli delle stazioni cresce nei centri dove gli affitti sono più alti, dove c'è carenza di alloggi popolari, 
dove c'è più disoccupazione e soprattutto tra le persone sole, perché celibi o divorziate. E' evidente che bisogna agire dotando di un reddito e di un paracadute sociale chi ne è privo.
"I più colpiti sono stati coloro che erano già poveri, cioè è piovuto sul bagnato. 


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domenica 10 luglio 2016

Presidio Davanti a Palazzo Marino Giovedì 14 luglio dalle ore 15:00 alle ore 19:00




"Nulla su di Noi e senza di Noi"
Giovedì 14-7 dalle ore 15:00 alle ore 19:00
Presidio Davanti a Palazzo Marino ( comune di Milano)
Uniti a tutte le Fragilità e Criticità del mondo del lavoro:
Disoccupati di tutte le età, Lavoratori precoci quota 41,
Opzione Donna, Mobilitati, Esodati.
Per Modificare la legge Fornero 
Riformulare i corsi di Formazione Lavoro
Tessera ATM estesa con agevolazioni
Calcolo ISE individuale
Reddito di Esistenza
Abbiamo versato i Contributi e non Abbiamo
67 anni di età per la Pensione
Siamo Vivi Adesso.


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Formazione e Riqualificazione Disoccupati





LE NOSTRE PROPOSTE

Formazione e Riqualificazione Disoccupati

Il Movimento per i Diritti dei Disoccupati, si prefigge di portare avanti le istanze dei senza lavoro, nei confronti delle Istituzioni. MDD non è un gruppo virtuale, ci riuniamo periodicamente presso la Camera del lavoro di Milano.Sarebbe importante che si formassero altri gruppi in tutte le province lombarde per costituire una Federazione Regionale del Movimento, aumentando così la forza contrattuale dei disoccupati in Lombardia.

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Politiche sociali , Formazione e Reddito di Cittadinanza

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Volantino di Presentazione


VOLANTINO DI PRESENTAZIONE
DEL
MOVIMENTO PER I DIRITTI DEI DISOCCUPATI


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